Via Appia Antica Roma

La Regina Viarum, aperta nel 312 a.C., giungeva fino a Brindisi. Il tratto vicino Roma è una delle più belle passeggiate archeologiche che si possono compiere appena fuori le Mura Aureliane.
La Via Appia fu naturalmente “in primis” un naturale percorso di approvviggionamenti di tipo agricolo per la Città e tale funzione rimase fino al secolo XIX ma anche una strada militare di conquista territoriale che progressivamente segnò l'ampliamento della Repubblica oltre i Castelli Romani fino a Capua (oggi S. Maria Capua a Vetere, da cui, secondo una ipotesi, il nome di Porta Capena), che significò la sconfitta dei Sanniti e il contatto con i centri commerciali campani. La via era in principio una strada tortuosa e con saliscendi (una semita) che conduceva al Clivus Martis, circa dove è posto il Primo Miglio, fuori Porta S. Sebastiano. Appio Claudio il Censore nel 312 a.C. La fortificò rendendola adatta agli usi militari nel tratto dal bivio con l'Ardeatina fino a Bovillae (Albano). Per la prima volta, un'opera pubblica prese il nome del magistrato che l'aveva sistemata. Divenuta Via Appia, era ancora ricoperta da breccia ma dopo pochi anni, nel 296, fu lastricata, prima fino al I Miglio e poi fino a Bovillae (293). La distanza percorsa dalla Via Appia veniva conteggiata a partire dalla Porta Capena e non “Milium aureum” collocato nel Foro. Il traffico era molto intenso, di tipo commerciale e militare (partenza e arrivo in occasione delle campagne militari) ma anche per diporto, allo scopo di raggiungere le magnifiche ville in particolare costiere, appannaggio della Famiglia imperiale e quindi dei rappresentanti subalterni del Potere. Da qui il desiderio di edificare tombe monumentali ai fianchi della strada, perchè stessero sotto gli occhi dei suddetti viaggiatori. Ma di tutto questo nel primo tratto che intendiamo percorrere non è rimasto molto, soprattutto per la urbanizzazione che fin dall'antico occupò il territorio tra le due cinte murarie (Serviane ed Aureliane). A partire dal Medioevo lo stato di abbandono a causa della malaria per secoli fu una nota dominante, giustificando la presenza di Vigne per la coltivazione orticola (occupavano il terreno tra Piccolo Aventino e Celio). Nel secolo XIX i grandi edifici delle Terme di Caracalla erano sepolti nel terreno, l'Acqua Mariana scorreva a cielo aperto e il silenzio della solitudine era rotto dall'intenso passaggio di barrozze, greggi, branchi di bovini e capre.
Via Appia Antica
Via Appia Antica 00179 Roma

