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Menù a base di pesce per la cena della vigilia di Natale
Come prima portata si può servire un antipasto assortito di polpetti, acciughe, gamberetti sgusciati, funghi, carciofini: tutti sott’olio; lattarini, sottaceti, olive farcite, anguilla marinata, melanzane e zucchine (anch’esse marinate) e qualche altro sfizio, sempre però di magro. Il primo piatto può essere una minestra di brodo di pesce, oppure una pasta e broccoli con brodo di pesce che una volta, a mare non inquinato, era il cefalo. Si ottiene un brodo altrettanto gustoso anche lessando l’arzilla (razza). Un altro primo piatto che vanta molti amatori tra i buongustai è quello degli spaghetti alle vongole, che richiede una particolare attenta preparazione. Quindi si passa al secondo di pesce, arrosto o in bianco, con contorno di broccoli o cavolfiori all’agro di limone; poi è la volta del capitone allo spiedo e finalmente quella del fritto. Infatti nel fritto ci deve essere dì tutto: carciofi, filetti di zucchine, gobbi, mela, ricotta (tutti passati nella farina e nell’uovo sbattuto), broccoli, cavolfiori, patate a fettine, filetti di baccalà, fiori di zucchine farciti di mozzarella e acciughe dissalate (tutti passati nella pastella). Poi si serve la frutta, secca e di stagione, e i dolci tradizionali romani: torrone, pangiallo e panettone, ormai ospite fisso della nostra mensa natalizia. I liquori e il caffè con lo schizzo concludono il menu del famoso cenone e offrono un momento di relax «pe ripenne fiato», prima di affrontare la «tombolata», nell’ attesa della Mezzanotte Santa. Intanto però il fornello della cucina non rimane inoperoso, perché, prigioniero in un pentolone, si sente già brontolare il cappone a mollo con gli «odori» per il pranzo di Natale.
Il Pranzo di Natale
E finalmente è Natale! Che cosa bolle in pentola? Il cappone, proprio lui, che arrivato a cottura giusta, ancora sguazza nel brodo dal profumo tentatore. E il primo, dopo un antipasto assortito, a riempire le scodelle con una delicata squisita «stracciatella». Per coloro che preferiscono masticare ci sono i cappelletti alla romana, sempre in brodo. Agli insofferenti della stracciatella prepariamo a parte una «forchettata» (si fa per dire) di tagliatelle all’uovo intinte nel ragù. Per secondo serviamo il cappone lesso con la salsa verde, cotolette di abbacchio impanate, accompagnate da un po’ di fritto vegetale (carciofi, gobbi, mela, ricotta...). Per contorno si può servire la cicoria ripassata in padella con olio, aglio e peperoncino, oppure i gobbi lessati ma ripassati al tegame con burro e parmigiano; un posto lo deve avere anche l’insalata mista con finocchi, ravanelli e rughetta; è gradita pure la presenza degli spinaci lessati e insaporiti in padella con aglio, olio, peperoncino e acciuga dissalata e diliscata (oppure alla romana o all’agro di limone). Un attimo di sosta da dedicare magari alla lettura della letterina di Natale. Troppo ha pazientato povero pupo per guadagnarsi un «bravo» e una «mancetta» per giocare a tombola! La ripresa riguarda il panpepato, il torrone e... il panettone; la frutta secca e quella fresca di stagione; il caffè con lo schizzo e un bicchierino di liquore, amaretto o sambuca o grappa o... quello che si preferisce, tanto per smaltire al più presto.
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